Descrizione
Quota pari a 1/1 del diritto di proprietà su 1. Porzione di villino quadrifamiliare con destinazione abitativa, con area giardinata pertinenziale e posto auto scoperto all’interno di esso, sito in Roma (località Dragona), Via Giuseppe Botti n. 110, piano S1 - T - 1, composto al piano S1 da rampa di scala esterna posta nel giardino conducente all’ingresso principale, soggiorno-pranzo, angolo cottura, disimpegno, bagno e intercapedine. Al piano terra rialzato, composto da una camera da letto matrimoniale, stanza singola, bagno, disimpegno, portico a livello collegato al piano giardinato con piccola rampa esterna dedicata. Al piano 1 composto da stanza singola, bagno. I livelli di piano indicati sono collegati da una rampa di scala interna. Il giardino pertinenziale risulta ubicato al piano terra al livello stradale. Il tutto per complessivi mq. 100,00 di superficie convenzionale per il Villino sub 6 e il giardino pertinenziale sub 10. La porzione di villino è identificata al Catasto Fabbricati del Comune di Roma al foglio n. 1103, part. 2975, sub. 6 (porzione di villino), z.c. 6, cat. A/7, graffato sub 10 (giardino pertinenziale), cl. 4, consistenza 4,5 vani, superficie catastale mq 81,00, r.c. € 673,98, piano S1-T-1. Confina con particella 2975, sub 7, sub 3, sub. 5, sub 9, part. 501, salvo altri. Costruito in virtù di Permesso di costruire n. 115, prot. N. 8576 del 7.2.2007 e inizio lavori prot. n. 40324 del 7.5.2007. Ha seguito successiva D.I.A in variante del 29.4.2008 prot. n. 37678. Comunicazione fine lavori del 18.12.2008 prot. CO/110016. Ultimati il 16.12.2008. Certificato di agibilità non ancora rilasciato, la domanda di agibilità è stata presentata in data 29.12.2008, prot. n. 85907 ma la pratica non risulta ancora definita. Lo stato attuale dei luoghi risulta prevalentemente conforme al progetto approvato e alla pianta catastale in atti, ad eccezione delle seguenti difformità: piano S1 da cantinato trasformato in abitazione; abbattimento tramezzo che identificava la centrale termica dal locale di climatizzazione estivo; realizzazione di una piccola finestra vicino la porta di ingresso principale per l'aereazione del locale intercapedine; piano terra rialzato: dal progetto approvato e dalla pianta catastale, l’ingresso principale risulta dal portico sul soggiorno con angolo cottura, attualmente tale ambiente risulta trasformato in stanza da letto matrimoniale e spostato l’ingresso principale al villino al p. S1; piano primo: dal progetto approvato e dalla pianta catastale destinato a soffitta e locale tecnico, attualmente trasformato in stanza da letto con bagno. Realizzazione di un ripostiglio nel sottotetto, non rappresentato nel progetto approvato e nella pianta catastale. Il rilascio del Permesso di Costruire n. 115/2007, risulta legato all’Atto d’Obbligo Unilaterale Edilizio (tra costruttore e comune). La D.I.A. presentata al XIII Municipio di Roma Capitale nel 2008 (oggi X Mun), quale variante in corso d’opera, non modifica nella sostanza quanto precedentemente assentito con il PdC. Le difformità suelencate riscontrate nel sopralluogo, rispetto al progetto approvato e alla sua variante (riferimenti sullo Stato Legittimo), sono da ritenersi in contrasto con quanto dettato inderogabilmente dall’Atto d’Obbligo Edilizio.Pertanto, tenuto conto:- L’Atto d’Obbligo Unilaterale Edilizio che ha consentito il rilascio del Permesso di Costruire n. 115/2007, impone inderogabilmente il mantenimento delle destinazioni come dal progetto approvato;- La Domanda di Agibilità presentata dal costruttore in data 29.12.2008, visionata presso il Dip. PAU di Roma Capitale con il progetto approvato con Pdc n. 115/2007 e il progetto della D.I.A in variante al PdC del 2008, RIFERIMENTI PER LA DEFINIZIONE DELLA DOMANDA (che al momento dell’accesso agli atti del Ctu non risultava lavorata quindi non definita);Le difformità riscontrate nel sopralluogo, risultano attualmente come abusi edilizi NON sanabili in ragione dei dettami inderogabili dell’Atto d’Obbligo Edilizio suindicato.- Inoltre, le ragioni del credito (Titolo), NON risultano precedenti all’entrata in vigore delle Leggi sul Condono Edilizio L. 47/85; L. 724/94; L. 326/2003 provvedimenti straordinari di sanabilità. Pertanto, le difformità/abusi riscontrati come rappresentati nella pianta dello stato attuale, per le ragioni suelencate, ricadono tra gli Abusi edilizi NON sanati e NON sanabili, per i quali necessita la rimessa in stato pristino secondo il progetto in variante al PdC approvato e con successiva D.I.A. in variante del 29/04/2008 prot. 37678. La richiesta del certificato di agibilità è tassativamente conseguente alla rimessa in pristino come dal progetto approvato, legato all’atto d’Obbligo Unilaterale Edilizio. ll costo presunto per la rimessa in pristino, ammonterebbe ad € 10.000,00 circa (tale costo è stato detratto dal valore di stima). Formalità pregiudizievoli non cancellabili con il decreto di trasferimento. Atto unilaterale d’obbligo edilizio stipulato dalla Geoarch Srl a favore del Comune di Roma del 14.11.2006, con Notaio Franco Bartolomucci, trascritto a Roma 1 il 17.11.2006, reg. gen. n. 93052, reg. part. n. 154947. Stato di occupazione. Occupato dai debitori con la loro famiglia. Il tutto come meglio descritto nell’elaborato peritale depositato in atti. 2. Posto auto scoperto sito in Roma (località Dragona), Via Giuseppe Botti n. 110, piano T, all’interno della porzione del villino identificato come Bene 1. Identificato al Catasto Fabbricati del Comune di Roma al foglio n. 1103, part. 2975, sub. 14, z.c. 6, cat. C/6, cl. 7, consistenza mq. 19, superficie catastale mq. 20, r.c. € 35,33. Nel progetto approvato, in quello di variante e nella pianta catastale, il posto auto risulta graficizzato in una posizione specifica all’interno dell’area giardinata pertinenziale. Di fatto, tale spazio risulta adibito solo a giardino, e le due vetture presenti al momento del sopralluogo risultavano parcheggiate nel vialetto dell’area giardinata a ridosso del cancello esterno di ingresso. Il tutto per complessivi mq 14,00 di superficie convenzionale del posto auto scoperto. Confina con particella 2975, sub 10 su tre lati, part. 501, salvo altri. Costruito in virtù di Permesso di costruire n. 115, prot. N. 8576 del 7.2.2007 e inizio lavori prot. n. 40324 del 7.5.2007. Ha seguito successiva D.I.A in variante del 29.4.2008 prot. n. 37678. Comunicazione fine lavori del 18.12.2008 prot. CO/110016. Ultimati il 16.12.2008. Certificato di agibilità non ancora rilasciato, la domanda di agibilità è stata presentata 29.12.2008, prot. n. 85907 ma non ancora definita. Lo stato attuale dei luoghi è risultato difforme rispetto al progetto approvato e alla pianta catastale in atti, in quanto lo spazio dedicato al posto auto risulta un’estensione dell’area giardinata pertinenziale. Il rilascio del Permesso di Costruire n. 115/2007, risulta legato all’Atto d’Obbligo Unilaterale Edilizio (tra costruttore e comune). La D.I.A. presentata al XIII Municipio di Roma Capitale nel 2008 (oggi X Mun), quale variante in corso d’opera, non modifica nella sostanza quanto precedentemente assentito con il PdC. Le difformità suelencate riscontrate nel sopralluogo, rispetto al progetto approvato e alla sua variante (riferimenti sullo Stato Legittimo), sono da ritenersi in contrasto con quanto dettato inderogabilmente dall’Atto d’Obbligo Edilizio.Pertanto, tenuto conto:- L’Atto d’Obbligo Unilaterale Edilizio che ha consentito il rilascio del Permesso di Costruire n. 115/2007, impone inderogabilmente il mantenimento delle destinazioni come dal progetto approvato;- La Domanda di Agibilità presentata dal costruttore in data 29.12.2008, visionata presso il Dip. PAU di Roma Capitale con il progetto approvato con Pdc n. 115/2007 e il progetto della D.I.A invariante al PdC del 2008, RIFERIMENTI PER LA DEFINIZIONE DELLA DOMANDA (che al momento dell’accesso agli atti del Ctu non risultava lavorata quindi non definita);Le difformità riscontrate nel sopralluogo, risultano attualmente come abusi edilizi NON sanabili in ragione dei dettami inderogabili dell’Atto d’Obbligo Edilizio suindicato.- Inoltre, le ragioni del credito (Titolo), NON risultano precedenti all’entrata in vigore delle Leggi sul Condono Edilizio L. 47/85; L. 724/94; L. 326/2003 provvedimenti straordinari di sanabilità. Pertanto, le difformità/abusi riscontrati come rappresentati nella pianta dello stato attuale, per le ragioni suelencate, ricadono tra gli Abusi edilizi NON sanati e NON sanabili, per i quali necessita la rimessa in stato pristino secondo il progetto in variante al PdC approvato con D.I.A. del 29/04/2008 prot. 37678. La richiesta del certificato di agibilità è tassativamente conseguente alla rimessa in pristino come dal progetto approvato, legato all’atto d’Obbligo Unilaterale Edilizio.Formalità pregiudizievoli non cancellabili con il decreto di trasferimento. Atto unilaterale d’obbligo edilizio stipulato dalla Geoarch Srl a favore del Comune di Roma del 14.11.2006, con Notaio Franco Bartolomucci, trascritto a Roma 1 il 17.11.2006, reg. gen. n. 93052, reg. part. n. 154947. Stato di occupazione. Occupato dai debitori con la loro famiglia. Il tutto come meglio descritto nell’elaborato peritale depositato in atti.
- Indirizzo
- Via Giuseppe Botti, 110, 00119 Roma RM, Italia, Roma, (Roma)
- Superficie
- 81 mq(stimata AI)
- Camere e bagni
- 1 camera · 3 bagni(dalla descrizione)
- Vani catastali
- 4,5(dato catastale, non è il numero di stanze)
- Piano
- N/D
- Disponibilità
- N/D